CSS: Malati rari, potenziali donatori di organi
Nell’ambito delle attività del Consiglio Superiore di Sanità, è stato costituito il Gruppo di Lavoro “Malati rari come potenziali donatori di organi” per affrontare e risolvere una criticità che riguarda almeno l’1% dei donatori di organi, un argomento fino ad oggi mai affrontato in maniera sistematica.
La valutazione del donatore di organi e tessuti è un processo finalizzato a ridurre al minimo il rischio di trasmissione di una malattia nei confronti di chi riceve il trapianto. È evidente che nei trapianti d’organo il “rischio zero” non esiste, in quanto il processo di procurement si svolge in condizioni d’urgenza. A questa valutazione di carattere generale, si affianca quella della trapiantabilità dei singoli organi, che deve garantire al ricevente un reale beneficio dal trapianto. In base all’anamnesi, all’esame obiettivo, agli esami ematochimici e strumentali effettuati sul donatore possono emergere diverse situazioni. In questo scenario, compete sempre e, in ultima istanza, al clinico che gestisce il ricevente in attesa di trapianto valutare quale sia il rischio maggiormente accettabile, riferito a quel particolare paziente, tra il permanere in lista per un tempo indeterminato o ricevere un organo potenzialmente in grado di trasmettere una determinata patologia o comunque non ottimale.
Nel donatore d’organi non è sempre netta ed evidente la linea di demarcazione tra il giudicare la non idoneità di un bene indispensabile e raro per la comunità e il garantire allo stesso tempo che il trapianto venga effettuato nel rispetto della sicurezza relativa e della qualità dell’organo. Il documento, elaborato dal CSS Sezione I e coordinato dal Prof. Bruno Dallapiccola, fornisce quindi un’attenta e rapida valutazione sia degli organi colpiti (come nel caso delle patologie multiorgano), sia della funzione di un organo potenzialmente trapiantabile, sia dell’eventuale predisposizione all’insorgenza di neoplasie collegata alla malattia di base.
L’esperienza presente in letteratura sul trapianto di organi da donatori affetti da malattie rare è molto limitata. Ad oggi non è stato implementato un registro e le decisioni operative sono state assunte empiricamente, caso per caso, in base all’esperienza e alla competenza dei clinici coinvolti.
Alla luce di queste considerazioni il CSS ha ritenuto opportuno creare un gruppo di lavoro interdisciplinare in grado di mettere a confronto l’esperienza in ambito trapiantologico con quella degli esperti di malattie rare per redigere Raccomandazioni sui comportamenti da seguire, in presenza di donatori affetti da tali patologie.







