L'esperienza di Orphanet Italia
L'emergenza Covid-19 ha costretto gli organizzatori a convertire l’ECRD 2020 in un evento online, con i partecipanti seduti davanti al proprio PC, ognuno collegato dal salotto di casa o dall’ufficio. Nonostante questa necessaria e insolita distanza, sono stati 2 giorni intensi, anche grazie alla passione e alla professionalità dei relatori invitati. Di questa esperienza portiamo a casa - si fa per dire- soprattutto la testimonianza di tre dei professionisti coinvolti e appartenenti a background molto diversi, ma uniti dal comune interesse di vedere realizzati i diritti delle persone affette da una malattia rara.
Dr Gareth Baynam

Genetista clinico, professore alla University of Western Australia e molto altro, si è impegnato per garantire una diagnosi di malattia rara, di per sé un processo lungo ed estenuante anche nelle aree urbane dell’Occidente, ai membri della popolazione aborigena australiana, spesso residenti in aree remote del Paese. Nel 2015 ha scoperto la mutazione nel gene MTOR, responsabile della malattia di tre fratelli della comunità aborigena, aprendo la strada ad un possibile trattamento farmacologico per questa condizione. Il Dr Gareth ha definito così questa scoperta: "Un regalo di una famiglia di una delle aree più remote al resto del mondo, un regalo che continua a trasformare la conoscenza".
Dr Jerome Bickenbach

Filosofo, professore emerito alla Queen’s University (Canada) e visiting professor all’Università di Lucerna (Svizzera), consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per le politiche sulla disabilità ha ribadito ed esortato: "La questione della disabilità in sé è neutrale. La disabilità è come la vivi e che effetti ha nel preciso contesto in cui ti trovi. La disabilità esiste lì, non nel corpo.”

