La Commissione Europea lancia il Programma Horizon 2020 per la Ricerca Sanitaria, che comprende le malattie rare, per il periodo 2018 – 2020
Lo scorso 27 ottobre la Commissione Europea ha pubblicato l’ultimo programma sanitario appartenente alla strategia di ricerca di Horizon 2020. Il programma mira ad affrontare le sfide più importanti in tema di salute, cambiamenti demografici e benessere a livello europeo, ivi comprese le sfide fondamentali riguardanti le malattie rare: i costi sanitari e assistenziali in aumento e potenzialmente non più sostenibili e le diseguaglianze nell’accesso all’assistenza sanitaria. Questo programma si distingue per: una scienza aperta, un’innovazione aperta al mondo e sfide a livello di società. Un’attenzione particolare è dedicata all’apertura e alla collaborazione a livello europeo con gli attori globali per la creazione di strategie che permettano all’Europa di svolgere un ruolo di leader mondiale nel campo dell’innovazione per una salute migliore. Degno di nota è il fatto che queste ambizioni si muovano in direzione di un’effettiva traduzione della ricerca nell’assistenza sanitaria tramite l’integrazione, ad esempio, degli approcci di medicina personalizzata nei sistemi sanitari, attraverso l’esplorazione dei potenziali dell’innovazione digitale nel campo della ricerca e dell’assistenza e attraverso lo studio dell’applicazione di tecnologie avanzate per il miglioramento della salute e dell’attività scientifico-normativa per favorire l’innovazione nel campo dell’assistenza sanitaria. Gli obiettivi di questo nuovo programma sanitario seguono la scia dei più importanti impegni globali, quali l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU, le azioni trasversali dell’Unione Europea come il Mercato Unico Digitale, la Direttiva sull’assistenza sanitaria transfrontaliera e le Conclusioni del Consiglio sulla Medicina Personalizzata e sui i Farmaci.
Inoltre, un approccio imperniato sulla scienza aperta rappresenta un requisito esplicito per i candidati che dovranno occuparsi nello specifico della condivisione dei dati. La collaborazione a livello internazionale è fortemente incoraggiata, così come la collaborazione con infrastrutture di ricerca europee e le Reti di Riferimento Europee, ove pertinente, a ribadire la volontà di adottare un approccio di integrazione tra ricerca e assistenza. Tale approccio è stato inoltre caldeggiato dalla comunità delle malattie rare in occasione della Conferenza sullo Sviluppo e l’Accesso ai Medicinali per le Malattie Rare tenutasi a Malta sotto l’egida della Presidenza Maltese del Consiglio dell’Unione Europea e organizzata da EURORDIS.
Sono stati aperti tre inviti principali a presentare proposte e sono state indicate alcune aree prioritarie di interesse. Vedremo qui i due punti più rilevanti per il settore delle malattie rare.
Nell’invito “Salute e assistenza migliori, crescita economica e sistemi sanitari sostenibili”, l’area di interesse “medicina personalizzata” comprende un invito specifico per le malattie rare: il Programma Congiunto Europeo per le Malattie Rare Co-Fund. Obiettivo specifico di questo invito è la creazione di un progetto “dal laboratorio al letto del paziente” (from bench to bedside) basato sul consolidamento e l’integrazione degli obiettivi raggiunti dai progetti finanziati in precedenza, delle banche dati e delle infrastrutture, e sullo studio delle aree non ancora coperte. Un tale sforzo di integrazione contribuirà al più efficace raggiungimento dei nuovi obiettivi di IRDiRC. Il programma dovrebbe essere strutturato sulla base di quattro aree principali:
- Programma di ricerca e innovazione che sarà finanziato attraverso inviti a presentare proposte traslazionali che permetteranno il supporto finanziario a terzi, sulla base di programmi di lavoro annuali del Programma Congiunto Europeo Co-Fund; tali inviti di natura traslazionale saranno regolamentati dalle norme dei precedenti programmi ERA-NET Co-Fund.
- Sviluppo di una piattaforma virtuale contenente informazioni su malattie rare, dati di ricerca, dati provenienti da campioni, strumenti e standard atti a sostenere e accelerare la ricerca nel campo delle malattie rare; ciò dovrebbe contribuire al Cloud “Salute Ricerca e Innovazione”, uno dei cloud tematici del Cloud Europeo Open Science.
- Sviluppo di capacità atte a migliorare la ricerca e il potenziale di innovazione dei principali portatori di interesse e a favorire l’attuazione dei risultati della ricerca.
- Coordinamento e gestione strategica.
L’inclusività e la collaborazione in rete sono fortemente incoraggiate. L’integrazione delle organizzazioni di pazienti e delle Reti di Riferimento Europee garantirà il perfetto allineamento e un impatto diretto sull’implementazione sanitaria. Il programma limiterà la frammentazione e la moltiplicazione degli sforzi. In tale ottica, la comunità europea delle malattie rare sta già collaborando per rispondere all’invito del Programma Congiunto Europeo per le Malattie Rare.
Il secondo invito degno di nota fa parte dell’area di interesse “Industria sanitaria e assistenziale innovativa” il cui campo d’azione è “Sequenziamento di nuova generazione per la diagnosi di routine”. Si tratta di un finanziamento che consiste in un appalto pre-commerciale, con l’obiettivo finale di favorire l’introduzione del sequenziamento di nuova generazione (NGS, next-generation sequencing) nelle diagnosi di routine e di superare le barriere organizzative, economiche, tecniche, sociali, etiche e cliniche. La connessione con i risultati del Programma Congiunto Europeo per le Malattie Rare e con le Reti di Riferimento Europee è caldamente incoraggiato per quanto riguarda il settore delle malattie rare. Si prevede che nuove piattaforme di NGS e nuovi standard condivisi e schemi di garanzia di qualità saranno adottati per l’implementazione di routine delle NGS nella diagnosi e che i nuovi dati così generati porteranno dei vantaggi anche nel settore della ricerca. Ancora una volta, l’invito pone l’accento sull’integrazione bidirezionale di ricerca e assistenza sanitaria.
Infine, il Programma per la Ricerca Sanitaria 2018 – 2020 della Commissione Europea contribuirà al miglioramento della diagnosi e della presa in carico dei pazienti affetti da malattie rare, attraverso il potenziamento delle sinergie fra tutti i portatori di interesse, mettendo a frutto gli sforzi precedenti e mettendo il paziente al centro di una ricerca orientata alla salute.
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