Giornata Mondiale delle Malattie Rare: siamo sempre di più!
La Giornata Mondiale delle Malattie Rare ha celebrato quest’anno il suo sesto anniversario e come ogni anno, sin dalla sua prima edizione, il 29 febbraio 2008, un giorno di per sé raro, un numero sempre maggiore di persone da tutto il mondo ha aderito a questo importante evento volto a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema delle malattie rare. Quest'anno oltre 70 Paesi sono stati coinvolti in questa occasione speciale rendendo l’edizione 2013 la Giornata delle Malattie Rare con più seguito fino ad ora mai celebrata. Quest’anno si sono uniti alle celebrazioni nuovi Paesi tra i quali Bahrain, Islanda, Israele, Palestina e Singapore. Persone da diversi Paesi hanno realizzato e caricato sul sito della Giornata delle Malattie Rare diversi video, ricchi di informazione e di intensità, per diffondere il messaggio di solidarietà nei confronti dei malati rari.
La partecipazione attraverso i social media è letteralmente esplosa, oltre ogni aspettativa. Gente di ogni categoria: rappresentanti dei malati, associazioni di pazienti, rappresentanti dell’industria e della politica da tutto il mondo hanno inviato foto e video a conferma della loro partecipazione in segno di solidarietà. Per saperne di più
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Celebrazioni della Giornata delle Malattie Rare ad Algeri

Una giornata con i politici organizzata dalla Federazione Svizzera dei Malati ProRaris
Mani alzate in Australia per la Giornata delle Malattie Rare | ![]() Mani alzate del Comitato dei Prodotti Medicinali Orfani dell’EMA per la Giornata delle Malattie Rare |
Lo slogan di quest’anno, “Malattie rare senza frontiere” , sottolinea la necessità di una collaborazione internazionale ai fini della ricerca, delle terapie e di una maggiore disponibilità di esperti nel settore delle malattie rare, tutte risorse che purtroppo restano disperse nei singoli Paesi. Questo è in linea con la recente iniziativa internazionale, adottata dalla Commissione Europea e dagli Istituti Nazionali della Salute, di costituire e sviluppare il Consorzio Internazionale della Ricerca sulle Malattie Rare (IRDiRC), che ha già raccolto il sostegno di numerosi Paesi. Nell’ottica di favorire la collaborazione internazionale, IRDiRC ha annunciato che organizzerà la sua prima conferenza a Dublino, in Irlanda, dal 15 al 17 aprile. Questa conferenza riunirà tutti i portatori di interesse per le malattie rare della scena internazionale per individuare gli obiettivi che possono essere raggiunti insieme.
Gli eventi salienti della Giornata delle Malattie Rare sono stati il Convegno organizzato a Bruxelles da EURORDIS (Organizzazione Europea per le Malattie Rare), insieme con i membri del Parlamento Europeo , "per esaminare in che modo le misure politiche possano contribuire a migliorare l'accesso alle terapie per i pazienti affetti da malattie rare" ( maggiori informazioni ) e la presentazione dell’iniziativa “Radiz”, un programma dell’Università di Zurigo sulle priorità della ricerca clinica sulle malattie rare, per promuovere la collaborazione tra i ricercatori e i clinici (Per saperne di più). Quest’anno ricorre anche il 30° anniversario dell’Orphan Drug Act e dell’ Organizzazione Nazionale delle Malattie Rare (NORD) degli Stati Uniti, che hanno programmato diverse attività nel corso dell’anno per celebrare questo traguardo.




Il rapporto della prima Conferenza sulle malattie rare dell’Europa sudorientale, che si è svolta dal 15 al 17 novembre 2012, è accessibile sulla rivista
Una notizia pubblicata su un quotidiano online (
In aggiunta alle Raccomandazioni contenute nel 

In un recente articolo pubblicato su The Lancet, gli autori hanno identificato 606 pazienti con diagnosi di iperplasia congenita dei surreni (CAH) in Svezia tra il 1915 e il 2011 e hanno valutato gli effetti dello screening neonatale nella diagnosi e cura di questi pazienti. La CAH è un disturbo endocrino con effetti sul cervello e sul comportamento che porta a diverse manifestazioni sesso-correlate, in cui le femmine affette hanno un fenotipo più mascolinizzato rispetto alle femmine non affette. Gli autori hanno riscontrato un “aumento apparente dell’incidenza della CAH nel corso del secolo scorso, con aumenti in linea con i progressi della diagnosi e del trattamento nel corso del tempo”. Studi precedenti ritenevano che ci fosse una preponderanza di soggetti femminili affetti dalla forma classica di questo disturbo con perdita di sale, rispetto ai maschi, a causa di un aumento della mortalità tra i maschi e una sottostima della malattia tra le femmine. Tuttavia, questo studio ha dimostrato che lo screening neonatale della malattia ha contribuito a porre la diagnosi sia dei maschi che delle femmine affetti da iperplasia congenita dei surreni con perdita di sale.
Uno studio pilota pubblicato recentemente sul The Journal of Maternal-Fetal & Neonatal Medicine affronta una serie di questioni riguardanti le reazioni dei genitori dei bambini affetti da gravi cardiopatie congenite (CHD). Lo studio si concentra sulla valutazione dello "stress emotivo, della depressione e della qualità della vita" nei genitori di neonati con CHD ricoverati in ospedale per la prima volta, con particolare attenzione al momento in cui viene posta la diagnosi (prenatale e postnatale) e alla differenza di reazione delle madri rispetto a quella dei padri.
La Corte Federale dell’Australia si è pronunciata a favore della compagnia americana Myriad Genetics e del suo braccio australiano Genetic Technologies e ha respinto la sentenza del 2010 che impediva la brevettazione dei geni BRCA1 e BRCA2. Questo è stato un duro colpo per i ricercatori e i pazienti, che ritengono che questa legge sulla brevettazione dei geni possa ostacolare la ricerca e i test genetici, oltre ad aumentare i costi di entrambi. Genetic Technologies aveva precedentemente richiesto che i servizi sanitari non svolgessero più test sugli individui per i loro geni brevettati. Le parti civili hanno sostenuto che il loro brevetto non è sul gene umano in sé, ma sul materiale genetico estratto che riproduce quello osservato nei pazienti a rischio di cancro al seno e alle ovaie. Esse ritengono che l'abilità e le competenze necessarie per isolare questo materiale giustifichino il brevetto. Un appello a questa decisione è stato depositato presso la Corte d’Appello australiana. 






