Un nuovo successo per la seconda conferenza di IRDiRC a Schenzen in Cina

Dal 7 al 9 novembre 2014 si è tenuta a Shenzhen, in Cina, la tanto attesa seconda conferenza internazionale del Consorzio Internazionale per la Ricerca sulle Malattie Rare (IRDiRC), organizzata in collaborazione con l’Istituto di Genomica di Pechino (BGI), con l'obiettivo di riunire le parti interessate al tema delle malattie rare provenienti da tutto il mondo (circa 600 partecipanti da Europa, Nord America, Australia e Asia) per discutere e condividere esperienze e competenze.

Sull’onda del successo della prima conferenza IRDiRC, svoltasi nel 2013 in Irlanda, a Dublino, anche per questa conferenza il tema principale è stato quello della collaborazione, con un particolare accento sulle competenze, l’informazione e sui network globali che contribuiscono a migliorare la diagnosi delle malattie rare, l'accesso dei pazienti a trattamenti e a cure migliori e il sostegno delle famiglie. Quest'anno, accanto ai tre temi trattati dai comitati scientifici di IRDiRC - Diagnostica, Interdisciplinarietà, Terapie - è stato aggiunto anche il tema della formazione per comprendere meglio e fornire cure di alta qualità per le persone affette da malattie rare.
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A questo incontro hanno partecipato politici, leader del settore farmaceutico, ricercatori e associazioni di pazienti di tutto il mondo. I rappresentanti degli organismi di regolamentazione hanno condiviso la propria esperienza ed evidenziato la necessità di una maggiore efficacia delle normative per i farmaci orfani. Le associazioni di pazienti hanno fornito una panoramica delle attuali necessità dei malati e di quanto un’azione comune sia tanto urgente quanto auspicabile. I leader del settore farmaceutico hanno posto particolare enfasi sulla necessità di lavorare in collaborazione con i ricercatori, le associazioni dei pazienti e gli organismi di regolamentazione per aumentare in modo significativo il numero e la qualità dei farmaci rendendoli accessibili a tutti. I partecipanti hanno anche ascoltato le testimonianze delle persone affette da malattie rare in Cina (vedi foto sotto), che non solo sono state fonte di ispirazione, ma anche una prova che il lavoro di IRDiRC è fondamentale per far progredire la ricerca sulle malattie rare al fine di trovare nuovi e migliori trattamenti per queste persone.

Un gruppo di malati rari che ha partecipato alla conferenza in Cina
IRDiRC promette di contribuire, entro il 2020, allo sviluppo di 200 nuove terapie per le malattie rare e alla definizione di strumenti per diagnosticare la maggior parte di queste patologie, un obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso uno sforzo di collaborazione a livello internazionale tra accademici, ricercatori, medici, leader del settore farmaceutico, politici e rappresentanti dei pazienti. BGI è il più grande centro di genomica al mondo che fornisce una piattaforma genomica high-throughput completa e servizi di bioinformatica per applicazioni mediche e ambientali. Questa conferenza, patrocinata dall'Istituto cinese BGI, ha cementato i partenariati tra i portatori di interesse per le malattie rare di Occidente e Oriente, creando importanti opportunità di collaborazione per il futuro.
Sul sito di IRDiRC sono disponibili una selezione di presentazioni e foto della conferenza con ulteriori informazioni.
Clicca qui per consultare una selezione delle presentazioni della conferenza sul sito di IRDiRC
Visita il sito di BGI

Il Ministero della Salute neozelandese ha introdotto nel 2013 una politica chiamata Funded Family Care, con la quale 23 milioni di dollari neozelandesi sono stati destinati a chi si prende cura di familiari disabili. Tuttavia, questa politica è stata ampiamente criticata per le sue regole restrittive, quali la mancanza di flessibilità e i criteri complessi per ricevere questo aiuto da parte del governo. Per beneficiare del finanziamento per i familiari, i pazienti devono essere gravemente disabili, ma anche soddisfare dei requisiti di molto al di là delle capacità dei disabili gravi. Alcuni esempi specifici di queste contraddizioni sono che le persone disabili dovrebbero "confermare esplicitamente" la propria preferenza per un membro della famiglia a prendersi cura di loro, il che non può essere possibile per i disabili gravi, soprattutto quelli con problemi di comunicazione. L’analisi fatta dopo 6 mesi di attuazione di questa politica ha mostrato che meno di 100 su 1.600 situazioni di assistenza sono state approvate per il finanziamento. Perciò, il Ministero della Salute sta attualmente riesaminando questa politica, promettendo di apportare modifiche in modo da rispondere alle esigenze reali dei disabili.
The Orphan Product Extensions Now Accelerating Cures and Treatments Act (OPEN ACT) del 2014 è stato introdotto dal Congresso degli Stati Uniti per incoraggiare le imprese e le aziende farmaceutiche a "riutilizzare" i farmaci già sul mercato per una nuova indicazione terapeutica. In base a questa legge le aziende farmaceutiche possono beneficiare di ulteriori sei mesi di esclusiva di mercato per l'aggiunta di un’indicazione per una malattia rara all'etichetta di un farmaco già approvato. L’attenzione è rivolta ai farmaci con esclusiva di mercato e ai farmaci non generici per i quali ci sono pochi o nessun incentivo a effettuare studi clinici supplementari. Sulla base dei programmi di incentivazione del Best Pharmaceuticals for Children Act (BPCA), l’OPEN Act offre alle aziende farmaceutiche la possibilità di un'"estensione dell’esclusività per i farmaci orfani", a patto che l'azienda stabilisca che la terapia sia designata per il trattamento di una malattia rara e il farmaco ottenga dalla FDA un'indicazione per tale malattia.
I progressi nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi del ciclo dell'urea hanno portato ad un innalzamento del tasso di sopravvivenza delle persone che ne sono affette. Un articolo pubblicato sull’Orphanet Journal of Rare Diseases descrive le caratteristiche dei pazienti affetti da disturbi del ciclo dell’urea in Spagna, fornendo nuovi dati sulla frequenza, sulla storia naturale e sulle pratiche cliniche nel settore delle malattie rare. Secondo gli autori, questo approfondimento è estremamente importante per capire i bisogni dei pazienti e pianificare le loro cure.
Un articolo pubblicato su l’Orphanet Journal of Rare Diseases esamina il numero di farmaci orfani, il numero di pazienti e l'impatto economico dei farmaci orfani in Olanda nel periodo dal 2006 al 2012, sia per i farmaci orfani ospedalieri che ambulatoriali. Lo studio ha mostrato che il numero di farmaci orfani e dei pazienti trattati è aumentato notevolmente nel periodo osservato e di conseguenza anche l'impatto sul bilancio. Secondo gli autori, nel 2012, il 17% dei farmaci disponibili ha avuto un impatto sul bilancio individuale di oltre 10 milioni di euro all'anno. Gli autori ritengono che l'impatto dei farmaci orfani sul bilancio sia considerevole e che sia cresciuto notevolmente nel corso degli anni, arrivando potenzialmente ad influenzare le decisioni future sul rimborso dei farmaci orfani.

I Canadian Institutes of Health Research (CIHR), in collaborazione con Genome Canada, hanno assegnato 2,3 milioni di dollari canadesi al Canadian Rare Diseases Models and Mechanisms (RDMM) Network per la ricerca sui meccanismi molecolari delle malattie rare. 
La miopatia GNE (glucosamina (UDP-N-acetil)-2-epimerasi/N-acetilmannosamina chinasi) è una miopatia autosomica recessiva lentamente progressiva causata da mutazioni del gene GNE. Uno studio pubblicato sull’Orphanet Journal of Rare Diseases riporta lo sviluppo di un registro nazionale giapponese di pazienti affetti da miopatia GNE per facilitare la pianificazione degli studi clinici e il reclutamento di candidati e ottenere una visione più completa della malattia con lo scopo di migliorare la terapia e la cura. Gli autori hanno utilizzato le cartelle cliniche dei pazienti con diagnosi genetica confermata di miopatia GNE presso il Centro Nazionale di Neurologia e Psichiatria (NCNP) dell’Ospedale Nazionale Centrale e i dati del registro nazionale dei pazienti con distrofinopatie registrati presso il Registro delle distrofie muscolari (Remudy) per stimare la miopatia Remudy-GNE. Gli autori riferiscono che il Registro conta attualmente 121 pazienti, grazie agli sforzi di collaborazione di 93 medici di 73 ospedali. Gli autori ritengono che la miopatia giapponese Remudy-GNE sia utile per chiarire la storia naturale della malattia e reclutare pazienti con diagnosi genetica confermata di miopatia GNE per gli studi clinici. 







