Obbligo di presentazione delle richieste di autorizzazione per studi clinici europei tramite CTIS

Dal 31 gennaio 2023, tutte le richieste di studi clinici all’interno dell’Unione Europea devono essere necessariamente presentate attraverso il nuovo Clinical Trials Information System (CTIS – Sistema informatico per gli studi clinici). La transizione rientra nel quadro del nuovo Clinical Trials Regulation (CTR – Regolamento per gli studi clinici), che a gennaio 2022 ha sostituito la precedente Direttiva sugli studi clinici, e che mira a favorire la ricerca clinica su ampia scala all'interno dell'UE, tutelando la trasparenza e la sicurezza dei partecipanti.
Mentre in precedenza gli sponsor degli studi erano tenuti a presentare richieste separate a diverse autorità nazionali competenti, il nuovo CTIS fornisce un portale per le richieste a singola entrata attraverso cui gli sponsor possono richiedere l'autorizzazione anche in 30 Paesi UE/SEE contemporaneamente. Questa procedura riduce l'onere amministrativo a carico degli sponsor e standardizza le procedure e la documentazione richiesta nei vari Paesi.
Il Sistema CTIS comprende inoltre un database consultabile di studi, e il prossimo passo nella transizione verso il CTR comporterà lo spostamento sulla nuova piattaforma di tutti gli studi in corso già autorizzati ai sensi della precedente Direttiva. Questa fase dovrebbe essere completata entro gennaio 2025.
CTIS è curato dall'EMA, mentre l'autorizzazione e la supervisione degli studi clinici rimangono di competenza degli Stati Membri dell'UE; l'implementazione di CTR è supervisionata dalla Commissione Europea.
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Aperta la consultazione pubblica sulla piattaforma multilaterale ACT EU
Accelerating Clinical Trials in the EU (ACT EU) è un'iniziativa congiunta della Commissione Europea, dei Capi delle agenzie per i medicinali e dell'EMA, avviata a gennaio 2022, che ha lo scopo di promuovere l'Unione Europea come centro sempre più competitivo per l'innovazione nel campo della ricerca clinica. Una delle azioni prioritarie individuate dal programma di lavoro di ACT EU è la creazione di una piattaforma multilaterale, in cui i portatori di interesse possano comunicare e comprendere meglio le rispettive opinioni sugli studi clinici. Rientra nel processo di progettazione della piattaforma la consultazione pubblica attualmente in corso. Le parti interessate sono invitate a condividere la loro opinione e a indicare le tematiche che ritengono prioritarie per le discussioni che si terranno nel 2023 e 2024.
La compilazione del sondaggio, aperto fino al 3 marzo 2023, richiede circa 10-15 minuti.
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Il COMP modifica la politica sulle designazioni orfane per le distrofie ereditarie della retina
A gennaio 2023, il Comitato per i Medicinali Orfani (COMP) dell'EMA ha adottato una politica aggiornata sulle designazioni orfane per le distrofie ereditarie della retina (IRD). Attualmente sono tre le opzioni disponibili nelle richieste di designazione per le malattie orfane:
- Per le terapie che sono relativamente applicabili in maniera ampia nelle IRD, i termini possono essere selezionati da una tabella per le malattie designate come orfane; le terapie ampie mirate a più di un gruppo di malattie possono richiedere più designazioni orfane
- Per le terapie geniche mirate, la malattia orfana può essere costruita a partire dal termine “distrofia retinica ereditaria da disfunzione di [gene bersaglio]”
- Per alcune IRD che non rientrano nella tabella fornita, potrebbe essere ancora necessaria una designazione orfana singola sporadica al di fuori della struttura della tabella per i prodotti non di terapia genica
Al di là dei vincoli per le nuove richieste di designazione orfana, si suggerisce agli sponsor con designazioni già esistenti relative alle IRD di valutare una modifica della loro designazione prima di presentare la richiesta di autorizzazione all'immissione in commercio.
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Invito della Commissione Europea a presentare evidenze sulla Carta europea della disabilità: la risposta di EURORDIS

La Carta europea della disabilità è un riconoscimento fisico della disabilità di una persona, che rende il suo stato più visibile durante i suoi viaggi all’interno dell’Unione Europea. Attualmente si tratta di un progetto pilota avviato in otto Paesi, con l'intenzione di espandere il programma nel quadro della Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030. Nell’ambito della stesura della proposta della Commissione Europea per l'espansione della Carta, che sarà presentata entro la fine del 2023, è stato pubblicato un invito a presentare evidenze.
Nella sua risposta all’invito, EURORDIS sottolinea la necessità che la Carta copra tutte le aree dei servizi che offrono alloggio alle persone con disabilità; che si basi su disposizioni vincolanti, come un Regolamento, per garantire un'implementazione uniforme; e che sia realizzata in collaborazione con le persone con disabilità.
Inoltre, EURORDIS mette in luce la necessità che l'introduzione della Carta si associ a miglioramenti nella valutazione della disabilità a livello nazionale e a un'armonizzazione tra Paesi. Il riconoscimento nazionale delle disabilità è fondamentale per consentire alle persone disabili di accedere alla Carta. Da questo punto di vista, i malati rari sono particolarmente a rischio di essere lasciati indietro, poiché ottenere un'adeguata valutazione della disabilità può essere particolarmente difficile per loro.
EURORDIS auspica che la Commissione tenga conto dei suoi suggerimenti nella stesura della proposta, e che adotti le misure necessarie a garantire che la Carta della disabilità porti benefici in modo equo a tutte le persone con disabilità, compresi i malati rari.
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