Pubblicato il sito Mapping Rare di RDI


Il governo canadese ha annunciato la creazione di una nuova rete per gli studi clinici sulle malattie pediatriche rare denominata RareKids-CAN: Pediatric Rare Disease Clinical Trials and Treatment Network (Rete per gli studi clinici e il trattamento delle malattie pediatriche rare), che sarà coordinata dal team di Maternal Infant Child and Youth Research Network (MICYRN – Rete per la ricerca materna, neonatale, infantile e giovanile) e che mira a migliorare gli esiti sanitari per tutti i bambini e adolescenti canadesi affetti da una malattia rara. Operando in tutto il paese, favorirà la collaborazione tra ricercatori, pazienti, caregiver, provider di assistenza sanitaria e decisori politici, razionalizzerà la ricerca clinica, e supporterà gli studi clinici nazionali e internazionali per far progredire le scoperte e garantire un livello più alto di cure.
La creazione della Rete è stata resa possibile da un investimento di 20 milioni di dollari da parte dell’Iniziativa per la ricerca sulle malattie rare di Canadian Institutes of Health Research, finanziata a sua volta attraverso la Strategia nazionale per i farmaci per le malattie rare annunciata nel 2023.
Il 29 febbraio è stata presentata la Canadian Rare Disease Network (CRDN – Rete canadese per le malattie rare), una collaborazione che riunisce gruppi di pazienti, medici e ricercatori, al fine di intraprendere azioni coordinate per supportare e trattare i malati rari canadesi. La creazione della Rete rappresenta un grande successo per l’Organizzazione canadese per le malattie rare (CORD), che si è impegnata per raggiungere questo traguardo sin dalla sua fondazione nel 2015. L’attività della Rete sarà incentrata su tre pilastri connessi tra loro:
Con la creazione di queste due reti, il governo canadese sta compiendo importanti progressi per il miglioramento della qualità e della disponibilità dell’assistenza sanitaria e dei trattamenti a favore dei malati rari canadesi.
Il Dipartimento inglese per la salute e l’assistenza sociale ha pubblicato l’edizione 2024 del Piano d’azione per le malattie rare, un appuntamento annuale dall’introduzione nel 2021 del Quadro per le malattie rare del Regno Unito. Il rapporto fornisce un aggiornamento sui progressi compiuti rispetto al Piano dell’anno precedente e individua nuove opportunità per affrontare le quattro priorità del Quadro. Il Piano 2024 propone sette nuove azioni per il perseguimento delle priorità:
Maggiori dettagli su queste azioni, e gli aggiornamenti sui progressi e sulle misure dei Piani degli anni precedenti sono disponibili nella versione completa del Piano.

Il 29 febbraio EURORDIS ha presentato la sua nuova campagna Championing the Rare (#ActRare2024), che chiede azioni politiche specifiche per migliorare la vita dei 30 milioni malati rari europei in vista delle elezioni europee di quest’anno.
La campagna mira a far conoscere le sfide che la comunità delle malattie rare deve affrontare, rivolgendosi direttamente ai futuri Europarlamentari, ai candidati per la prossima Commissione Europea e ad altri potenziali decisori politici dell’UE. #ActRare2024 delinea otto ambiti politici essenziali in cui è assolutamente necessario progredire, sulla base dei risultati dello studio di previsione Rare 2030. Nello specifico, gli appelli politici della campagna riguardano:
In concomitanza con l’avvio della campagna #ActRare2024, EURORDIS e oltre 20 alleanze nazionali per le malattie rare europee hanno pubblicato una lettera aperta indirizzata a Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, nella quale chiedono l’adozione di un Piano d’azione europeo per le malattie rare nel quadro del programma di lavoro della Commissione per il periodo 2024-2029.
Per maggiori informazioni su come contribuire alla campagna #ActRare2024 per un cambiamento positivo nella politica europea sulle malattie rare, si rimanda al sito di #ActRare2024.

Il governo svedese ha annunciato l’intenzione di varare la prima strategia nazionale per le malattie rare. A gennaio di quest’anno, il Consiglio nazionale per la salute e i servizi sociali (NBHW – National Board of Health and Welfare) è stato incaricato di progettare la strategia nel corso dei prossimi 14 mesi. Si tratta di un importante passo in avanti che porta la politica svedese sulle malattie rare allo stesso livello di quella degli altri paesi europei (attualmente Malta è l’unica nazione dell’Unione che non ha adottato una strategia per le malattie rare).
Il sito web di NBHW elenca quattro priorità per lo sviluppo della proposta:
Per dar vita a una strategia orientata dalla comunità, che risponda adeguatamente alle esigenze della comunità svedese delle malattie rare, è attualmente in corso una consultazione pubblica. Chiunque ritenga di poter contribuire con conoscenze e/o esperienze rilevanti al lavoro di NBHW è invitato a presentare una proposta di intervento che possa essere utile ai malati rari. Maggiori informazioni sono disponibili in lingua svedese a questo link.


A febbraio, il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA ha emesso parere positivo per l’autorizzazione all’immissione in commercio dei seguenti medicinali con designazione orfana:

A febbraio, il Comitato per i medicinali orfani (COMP) dell’EMA ha accordato 14 nuove designazioni orfane per le seguenti indicazioni:

A febbraio, la FDA ha accordato l’autorizzazione all’immissione in commercio per i seguenti medicinali con designazione orfana:
A febbraio, la FDA ha concesso la designazione orfana alle seguenti indicazioni:
Questo nuovo articolo, pubblicato in Intractable & Rare Diseases Research, esamina il percorso emotivo dei pazienti giapponesi che affrontano il processo di diagnosi di una malattia rara. Attraverso un sondaggio online, i ricercatori hanno raccolto i dati sullo stato emotivo dei pazienti nelle diverse fasi del loro percorso verso la diagnosi. Hanno così scoperto che i pazienti molto spesso provano frustrazione, paura e ansia durante le visite cliniche, con una transizione graduale verso emozioni più positive una volta raggiunta la diagnosi. Il periodo psicologicamente più difficile è quello che precede la diagnosi. I risultati di questo studio dimostrano che una diagnosi rapida e accurata rappresenta un’importante necessità dei malati rari non ancora soddisfatta, e che rispondere a questo bisogno è fondamentale per il benessere psicologico dei pazienti.
Questo recente articolo, pubblicato in Orphanet Journal of Rare Diseases, indaga la relazione tra la diagnosi genetica delle malattie rare dello sviluppo neurologico e la disabilità intellettiva (DI), e il relativo impatto sulla salute mentale dei genitori. Sebbene prima di questo studio fosse noto che la malattia di un bambino può influenzare la salute mentale dei genitori, i modi e i tempi in cui ciò avviene non erano conosciuti.
Gli autori hanno analizzato i dati raccolti nel quadro dello studio IMAGINE ID, un progetto britannico che mira a comprendere l’impatto della genetica sullo sviluppo intellettuale. Hanno così scoperto che la diagnosi genetica ha un impatto indiretto sulla salute mentale dei genitori, attraverso le caratteristiche comportamentali e fisiche del bambino, associandosi anche a un impatto sulla famiglia e ad angoscia. Questa associazione risulta più marcata durante i primi cinque anni che seguono la diagnosi. Sono necessari ulteriori studi per implementare questi risultati negli interventi finalizzati a fornire un maggiore supporto ai genitori di bambini con disabilità intellettiva.
Questo documento di posizione, recentemente pubblicato in Orphanet Journal of Rare Diseases, descrive un progetto per lo sviluppo di nuove metodologie statistiche mirate al miglioramento degli studi clinici sulle malattie rare.
Il progetto iSTORE ha lo scopo di risolvere i problemi statistici che caratterizzano gli studi clinici su malattie con popolazioni di piccole dimensioni. Basato sul caso d’uso della sindrome di Dravet, iSTORE sviluppa una serie di metodi altamente trasferibili che possono essere applicati alla ricerca sulle malattie rare in maniera più ampia. Permetterà inoltre di sviluppare una visione completa della modellazione della storia naturale attraverso diverse metodologie di endpoint, con l’individuazione della somiglianza dei sottogruppi e con il miglioramento del livello delle evidenze disponibili. Questi strumenti renderanno più semplice la pianificazione delle sperimentazioni cliniche sulle malattie rare, facilitando così la ricerca e la generazione di conoscenze.
European Journal of Human Genetics ha pubblicato i risultati di un sondaggio che delinea il panorama europeo dei registri e dei database per le malattie ossee e della mineralizzazione rare. I membri della ERN per le malattie ossee rare (ERN BOND), esperti non appartenenti alla ERN e organizzazioni di pazienti hanno risposto al sondaggio online sull’uso dei registri e sulle loro caratteristiche. L’indagine dimostra che solo il 59% dei provider di assistenza sanitaria che hanno risposto ha utilizzato un registro. Inoltre, sono stati mappati solo tre registri internazionali, tutti specifici per malattia. Questi risultati mettono in luce la necessità di una piattaforma comune e di alta qualità per la registrazione di queste malattie a livello europeo.
Questa scoping review, recentemente pubblicata in Intractable & Rare Diseases Research, esamina il modo in cui l’intelligenza artificiale (IA) viene utilizzata nel trattamento delle malattie rare. Sebbene esista una quantità significativa di letteratura che esamina il modo in cui l’IA viene utilizzata per determinare diagnosi e prognosi, si sa molto meno sul suo utilizzo nell’ambito del trattamento.
Tra gli studi inclusi in questa revisione, il gruppo di malattie maggiormente esaminato è quello delle malattie neurologiche rare. Sono stati individuati quattro ambiti terapeutici, ovvero la ricerca sui farmaci, la medicina di precisione, gli studi preclinici e gli studi clinici. L’IA risulta utilizzata più comunemente per migliorare le prestazioni delle attività analitiche, e i dati provengono molto spesso da database. La ridotta quantità di dati e le piccole dimensioni dei campioni rappresentano le principali sfide nell’applicazione dell’IA alle malattie rare.
Questo nuovo studio, pubblicato in BMC Bioinformatics, descrive lo sviluppo di uno strumento di elaborazione del linguaggio naturale (NLP – natural language processing) per estrarre informazioni sull’associazione gene-malattia (GDA – gene-disease association) dal database Online Mendelian Inheritance in Man (OMIM).
OMIM contiene migliaia di GDA ed è una risorsa importante per la diagnosi delle malattie genetiche. Tuttavia, la maggior parte delle informazioni contenute nel database è basata su testo ed è eterogenea, il che rende complessa l’estrazione automatizzata dei dati. In questo studio, i ricercatori presentano lo strumento Gene-Phenotype Association Discovery (GPAD), che utilizza la PNL per estrarre informazioni sulle GDA da OMIM. GPAD verrà usato per determinare lo stato aggiornato della scoperta delle GDA, che può contribuire alla pianificazione e alla gestione delle strategie di ricerca genomica.
Questo nuovo articolo, pubblicato in Rare Disease and Orphan Drugs Journal, presenta una panoramica dei diversi metodi di stima della prevalenza delle malattie rare (MR), per la maggior parte delle quali non si dispone di dati epidemiologici affidabili, con conseguenti difficoltà in termini di opzioni terapeutiche e di presa in carico. Inoltre, la ricerca epidemiologica sulle MR di solito si basa sui registri nazionali dei pazienti, che non sempre sono disponibili. Queste sfide sono esacerbate nei paesi a basso e medio reddito, dove le stime sono del tutto assenti oppure dove al loro posto vengono utilizzati i dati provenienti dai paesi ad alto reddito.
In questo articolo, gli autori esaminano i metodi più comuni attualmente utilizzati per stimare la prevalenza e l'incidenza delle MR genetiche. Hanno così identificato la progettazione di studi retrospettivi come il metodo più comunemente utilizzato. A seguito di questa revisione, gli autori propongono l’uso di un supporto decisionale che gli epidemiologi potranno consultare nella formulazione delle metodologie di studio; si tratta di un diagramma di flusso che aiuterà i ricercatori a individuare le fonti di dati e le misure di prevalenza adeguate.