Notizie dall'Italia
GIORNATA DELLE MALATTIE RARE 2026: PROGRESSI, SFIDE E PROSPETTIVE FUTURE
Una riflessione del Prof. Bruno Dallapiccola, Direttore Scientifico Emerito dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Dal 2008, l’ultimo giorno di febbraio è dedicato alla Giornata delle Malattie Rare, una ricorrenza internazionale nata per richiamare l’attenzione su un vasto gruppo di patologie che, secondo la definizione europea, colpisce meno di una persona su 2.000.
Si tratta di un insieme estremamente eterogeneo di condizioni: oggi se ne conoscono tra le 6.000 e le 8.000, spesso caratterizzate da gravità clinica, cronicità e, in molti casi, progressione della malattia. Circa un quarto di queste patologie è letale nei primi cinque anni di vita, mentre un ulteriore 37% riduce significativamente l’aspettativa di vita.
Le malattie rare presentano alcune caratteristiche ricorrenti:
- l’80% ha un’origine genetica
- il 70% interessa l’età pediatrica
- il 12% è congenito
- l’85% è ultra-raro, cioè colpisce meno di una persona per milione.
Nonostante i progressi della medicina, solo per circa il 5% delle malattie rare esistono oggi terapie in grado di modificarne in modo significativo la storia naturale.
Questa realtà spiega la cosiddetta “odissea diagnostica” che molti pazienti e le loro famiglie sono costretti ad affrontare. In media, occorrono quasi cinque anni per arrivare a una diagnosi, che in oltre un terzo dei casi risulta inizialmente errata. Inoltre, una diagnosi definitiva non viene ancora raggiunta in circa la metà dei pazienti pediatrici e in una percentuale significativa di pazienti adulti.
IL RUOLO DELLE RETI EUROPEE
Per rispondere ai bisogni medici e sociali delle persone con malattie rare, l’Europa ha istituito 24 Reti di Riferimento Europee (ERN), dedicate a diversi gruppi di patologie.
Queste reti coinvolgono 1.606 centri distribuiti in 375 ospedali europei, di cui circa un quinto in Italia, a testimonianza dell’elevato livello di competenza clinica presente nel nostro Paese.
Sono state inoltre sviluppate infrastrutture digitali dedicate:
- una piattaforma europea per le discussioni cliniche transfrontaliere, che consente ai medici di confrontarsi su casi complessi;
- una piattaforma di registrazione dei pazienti, basata su un sistema di codifica specifico per le malattie rare.
Rimane tuttavia ancora incompleta una delle sfide organizzative più importanti: la transizione dei pazienti dalle cure pediatriche a quelle dell’età adulta, un passaggio spesso critico nei percorsi assistenziali.
RICERCA, FARMACI ORFANI E INNOVAZIONE TERAPEUTICA
Negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo nella designazione e autorizzazione dei cosiddetti farmaci orfani, destinati al trattamento delle malattie rare. Il mercato globale di questi farmaci si avvicina oggi ai 200 miliardi di dollari l’anno.
In Italia oltre l’80% dei farmaci orfani autorizzati dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) è disponibile, con un impegno economico che supera l’8% della spesa farmaceutica complessiva.
Parallelamente sono cresciute anche le sperimentazioni cliniche, che oggi rappresentano oltre il 35% degli studi clinici complessivi.
La ricerca sulle basi biologiche delle malattie rare è particolarmente dinamica. Negli ultimi dieci anni sono state identificate oltre 1.000 nuove malattie e più di 2.000 geni-malattia, grazie soprattutto alla diffusione delle tecnologie di sequenziamento genomico di nuova generazione (NGS).
L’Italia ha inoltre dato contributi rilevanti allo sviluppo delle terapie di precisione basate su cellule modificate, sostenute anche da finanziamenti dedicati dell’Agenzia Italiana del Farmaco.
IL SISTEMA ITALIANO TRA ASSISTENZA, INFORMAZIONE E SCREENING
Un passo importante è rappresentato dal Secondo Piano Nazionale Malattie Rare, che ha definito gli obiettivi della programmazione sanitaria in ambiti chiave come diagnosi, prevenzione, percorsi assistenziali, ricerca, formazione e informazione, oltre al monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Nei prossimi mesi è inoltre attesa l’adozione del nuovo Piano Nazionale Malattie Rare, che dovrà rafforzare e aggiornare le strategie di intervento alla luce dei progressi scientifici e organizzativi degli ultimi anni.
Negli ultimi anni sono aumentate anche:
- le opportunità di formazione accademica ed extra-accademica,
- le fonti di informazione accessibili per pazienti e professionisti.
L’interfaccia italiana di Orphanet, il principale database mondiale dedicato alle malattie rare, registra circa due milioni di utenti ogni anno, mentre 17 Regioni italiane hanno sviluppato sistemi informativi dedicati.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle 718 associazioni di pazienti, che rappresentano un punto di riferimento essenziale per supporto, advocacy e diffusione delle conoscenze.
Tra le iniziative più rilevanti a livello sanitario si colloca lo screening neonatale esteso, attivo su tutto il territorio nazionale. Il programma consente oggi di testare oltre quaranta malattie rare e, integrato con lo screening audiologico e oftalmologico, rappresenta un modello di riferimento internazionale.
Alcuni studi pilota stanno inoltre valutando le potenzialità dell’implementazione dello screening genomico neonatale, che potrebbe aprire nuove prospettive nella diagnosi precoce.
VERSO UN ECOSISTEMA EUROPEO PER LE MALATTIE RARE
Le prospettive future sono delineate nella recente Dichiarazione sull’Ecosistema Europeo per le Malattie Rare, che propone una strategia sintetizzata nell’acronimo CURE.
L’obiettivo è costruire:
- uno spazio paneuropeo di ricerca e innovazione,
- una comunità più integrata di pazienti e ricercatori,
- un ecosistema di cura più forte, centrato sul ruolo delle Reti di Riferimento Europee.
Questo modello dovrà essere guidato dall’eccellenza scientifica e industriale, ma soprattutto garantire equità nell’accesso alla diagnosi e alle terapie, affinché ogni persona con una malattia rara possa beneficiare dei progressi della ricerca e della medicina.
OPEN DAY DEDICATO ALL'EPIDERMOLISI BOLLOSA: UNA GIORNATA DI INFORMAZIONE E ASCOLTO PER PAZIENTI E FAMIGLIE

In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, il 28 febbraio l’Auditorium della sede di San Paolo Fuori le Mura dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha ospitato un Open Day dedicato a bambini e adolescenti con epidermolisi bollosa e alle loro famiglie.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di informazione, ascolto e orientamento clinico, inserito in un percorso continuativo di presa in carico dei pazienti e delle famiglie, con il coinvolgimento delle associazioni. L’appuntamento è il secondo di un ciclo di incontri mensili organizzati dall’Ospedale insieme a Orphanet e dedicati alle malattie rare.
Nel corso della giornata, specialisti e ricercatori hanno illustrato le più recenti prospettive di diagnosi e cura per le malattie rare, un ambito in cui la ricerca sta producendo importanti innovazioni. Dalla chirurgia dei difetti congeniti ai trapianti d’organo e di cellule, dall’impiego di protesi e dispositivi innovativi alle stimolazioni neurologiche e ai programmi avanzati di neuroriabilitazione, fino alle terapie dietetiche per le malattie metaboliche. Accanto a questi approcci si stanno affermando nuove strategie terapeutiche, come anticorpi monoclonali, immunoterapie e terapie avanzate – geniche e cellulari – insieme alle più recenti tecniche di editing genetico.
Molte di queste innovazioni si sviluppano nel contesto delle Reti di Riferimento Europee (ERN), che riuniscono centri clinici e di ricerca specializzati nelle malattie rare. In questo ambito l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù rappresenta il primo centro pediatrico europeo per numero di affiliazioni, con accreditamenti in 20 delle 24 reti attualmente attive. Complessivamente, sono circa 20.000 i pazienti con malattia rara seguiti dall’Ospedale nell’ambito delle ERN.
L’Open Day si è inserito in un programma più ampio di iniziative dedicate alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare. Tra queste anche il convegno online “Terapie innovative nelle ERN dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù”, organizzato il 24 febbraio dall’Ospedale insieme a OMaR – Osservatorio Malattie Rare, con la collaborazione di Orphanet-Italia.
Notizie Internazionali
Documento di posizione di RDI sull'implementazione della risoluzione dell'AMS sulle malattie rare

In vista della sessione di febbraio 2026 del Consiglio Esecutivo dell'OMS, all'inizio del mese Rare Diseases International (RDI) ha pubblicato un documento di posizione in risposta alla relazione del Direttore Generale dell'OMS sull'implementazione della Risoluzione WHA78.11 sulle malattie rare.
Nella dichiarazione, RDI accoglie con favore le misure già adottate per l'implementazione della Risoluzione, come la mappatura degli standard già esistenti e l'individuazione dei centri di eccellenza. Tuttavia, il documento di posizione evidenzia la necessità di maggiore chiarezza su due mandati fondamentali della Risoluzione: lo sviluppo di un Piano d'azione globale per le malattie rare (GAPRD) e la creazione di un flusso di lavoro mirato a promuovere la copertura sanitaria universale (UHC) per i malati rari.
Nella sua conclusione, il documento di posizione invita gli Stati Membri a:
- Mettere in luce l'importanza di favorire lo sviluppo di un GAPRD, supportato da una roadmap chiara e da un processo di consultazione inclusivo
- Incoraggiare l'allineamento del GAPRD con le strategie e le iniziative esistenti dell'OMS e con le priorità regionali
- Sottolineare il valore della creazione di un flusso di lavoro sulla copertura sanitaria universale per i malati rari
- Supportare una rendicontazione regolare e trasparente sull'implementazione della Risoluzione sulle malattie rare.
Inoltre, il 15 gennaio RDI ha organizzato un webinar pubblico per discutere delle modalità di implementazione della Risoluzione. La sintesi del webinar è disponibile a questo link.
Promuovere una partecipazione significativa dei pazienti alla ricerca: la relazione di Genetic Alliance UK
Il nuovo rapporto di Genetic Alliance UK presenta alcune strategie per una partecipazione e un coinvolgimento significativi dei pazienti e del pubblico (PPIE – patient and public involvement and engagement) nel sistema di ricerca sulle malattie rare.
Un PPIE significativo è ampiamente riconosciuto come un fattore fondamentale per una ricerca di alta qualità. Tuttavia, i ricercatori si trovano ad affrontare ostacoli sia strutturali che culturali che possono compromettere l’efficacia di un PPIE. Questo rapporto presenta una serie di raccomandazioni rivolte sia ai singoli individui che alle istituzioni, incentrate sulle strutture, sulle risorse e sugli incentivi necessari per integrare un PPIE significativo nell'ecosistema della ricerca:
- Adottare un approccio condiviso alla responsabilità per realizzare un PPIE
- Stanziare finanziamenti adeguati per la realizzazione del PPIE
- Professionalizzare e allargare la formazione dei ricercatori in materia di PPIE
- Sviluppare strategie organizzative per massimizzare la diversità e l'inclusione
- Semplificare i processi di rimborso istituzionale per un PPIE
- Creare culture di condivisione tra pari e apprendimento attraverso la pratica
- Integrare il PPIE nei quadri di valutazione e di avanzamento di carriera
- Aumentare la visibilità del PPIE nei risultati della ricerca
TREAT-NMD: aperte le candidature per il TACT
La rete TREAT-NMD ha pubblicato un bando rivolto a coloro che desiderano partecipare al prossimo incontro del Comitato consultivo per le terapie (TACT), che si terrà in Croazia dal 24 al 26 aprile 2026. Il TACT supporta TREAT-NMD e la comunità delle malattie neuromuscolari nel suo insieme, fornendo consulenza indipendente e multidisciplinare sui programmi di sviluppo delle terapie. Maggiori informazioni sul TACT sono disponibili a questo link, mentre i dettagli su come candidarsi possono essere richiesti scrivendo l’indirizzo laura.robertson@treat-nmd.com.
Farmaci Orfani
Lacune normative per i dispositivi medici orfani nell'UE e negli Stati Uniti
Questo nuovo articolo, pubblicato in Frontiers in Public Health, analizza e confronta i quadri politici dell'Unione Europea e degli Stati Uniti in materia di regolamentazione dei dispositivi medici orfani. In Europa, il Regolamento sui dispositivi medici (2017) non prevede una designazione legale per i dispositivi orfani e l'accesso rimane frammentato. In confronto, il programma statunitense Humanitarian Use Device (HUD) codifica la flessibilità attraverso uno standard di probabile beneficio, mentre la sostenibilità finanziaria è limitata. Nel complesso, l'accesso ai dispositivi è in genere più rapido nell'UE senza garanzie post-commercializzazione, mentre gli Stati Uniti dimostrano una maggiore capacità di transizione dei dispositivi dalla designazione HUD all'autorizzazione completa quando gli incentivi sono allineati.
Nel complesso, gli autori evidenziano la necessità di una significativa riforma politica, sia nell'UE che negli Stati Uniti, per correggere le lacune nell’accesso e nella disponibilità che attualmente interessano i dispositivi medici orfani. In particolare, identificano cinque pilastri politici che è necessario considerare: una designazione legale, percorsi probatori adattivi, incentivi sostenibili, meccanismi di rimborso integrati e schemi obbligatori per la continuità dell’accesso.
Screening e diagnosi prenatale
Comprendere le diverse posizioni sullo screening genetico neonatale: una revisione sistematica
Questa revisione sistematica, pubblicata in Orphanet Journal of Rare Diseases, sintetizza la letteratura attuale sulle preferenze, i punti di vista e le opinioni riguardo allo screening genetico neonatale (gNBS – genetic newborn screening) per le malattie rare. Gli autori riscontrano posizioni generalmente favorevoli nei confronti del gNBS. In particolare, il vantaggio percepito come più importante consiste nella possibilità di un intervento precoce per ridurre il peso dell'odissea diagnostica. Inoltre, vengono individuati diversi ostacoli all'implementazione del gNBS, in particolare lo stress e il rischio associati a risultati errati, la gestione dell'incertezza, le implicazioni psicosociali e le incomprensioni dovute alla mancanza di educazione o di comunicazione. Nel complesso, questi risultati potranno supportare le future attività di implementazione del gNBS, orientando le azioni di sensibilizzazione ed educazione dei pazienti.
Bioinformatica e Biotecnologie
Possibili utilizzi dei grafici di conoscenza nella ricerca sulle malattie rare
Questo nuovo articolo, pubblicato in Frontiers in Public Health, esamina le possibili applicazioni dei grafici di conoscenza alla ricerca sulle malattie rare. Gli autori esplorano una serie di utilizzi, come la scoperta dei meccanismi patogenetici, il miglioramento della diagnosi clinica e l'ottimizzazione del riposizionamento dei farmaci. In particolare, l'articolo mette in luce la crescente integrazione dei grafici di conoscenza con modelli linguistici di grandi dimensioni per migliorare l'interpretabilità e la precisione nel processo decisionale medico.
Per ulteriori approfondimenti
Per continuare a leggere...
Di seguito sono riportati i link ad altri articoli che potrebbero essere di interesse su argomenti relativi alle politiche sulle malattie rare, nonché alla ricerca nelle scienze sociali e umanistiche.
Economia sanitaria
Farmaci orfani
Qualità delle cure
Formazione online sulle malattie genetiche rare: una revisione sistematica
Screening e diagnosi prenatale
Bioinformatica e biotecnologie
Epidemiologia